di Pietro De Angelis
Un ringraziamento doveroso a tutti gli avvocati che ieri, di fronte alla Corte Costituzionale, hanno cercato in ogni modo di riportare logica e razionalità dopo due anni di normative antiscientifiche e antiumane.
Gli avvocati dello Stato hanno brillato per pochezza di argomenti e miseria di eloquio; uno spettacolo davvero deprimente.
Qualunque sia l’esito, esiste una verità superiore che non può essere neanche scalfita dagli equilibrismi dei giudici terreni.
Una verità semplice e luminosa, al riparo dalla quale non c’è nulla da temere.
Il corpo è un confine sacro e inviolabile, che nessuno stato può osare oltrepassare; perché il corpo è il contorno dell’anima.
Chi cede il proprio corpo, cede la propria libertà.
E niente ha senso su questa terra se non si è liberi.
Difendere l’integrità del proprio corpo, significa difendere la nostra stessa essenza.
Preferirei morire, che vivere anche un solo giorno come vostro schiavo.
Decidete ciò che volete, ciò che la vostra coscienza atrofizzata vi consente di sentire e di capire; io non ho bisogno di voi.
Non vi riconosco alcuna autorità su di me e sul mio corpo.
Il mio Giudice è un altro, e siede ben sopra le vostre piccole teste.
Non c’era possibilità di un risultato diverso se non uno slancio di ritrovata integrità, una integrità evidentemente sotterrata da troppo tempo per poter emergere.
Sono stati due anni in cui è evidente che non è più possibile trovare appoggio e fiducia nelle istituzioni e questa è una rotta tracciata anche per il prossimo futuro, rimaniamo quindi soltanto noi con il nostro corpo, anima, coscienza e integrità da mantenere e da difendere.